Due professionisti in ambito industriale, dotati di dispositivi di protezione individuale, consultano documentazione tecnica su tablet durante un controllo in fabbrica.

Evitare lo Schiacciamento di Parti del Corpo secondo EN ISO 13854

Nel 2023 il manifatturiero ha registrato oltre 93 mila infortuni e lo schiacciamento figura tra le cause principali.La corretta implementazione delle distanze di sicurezza è imprescindibile per prevenire sanzioni e incidenti potenzialmente fatali.


Il Contesto Normativo

La Norma EN ISO 13854 indica gli «spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo» durante l’utilizzo dei macchinari. Essa si applica esclusivamente ai rischi derivanti da pericoli di schiacciamento e non ad altri possibili pericoli come impattocesoiamento o trascinamento.

Spazi Minimi di Sicurezza: un Approccio in 4 fasi

Questa Norma di tipo B1 – che ha sostituito in via definitiva la precedente EN 349:1993+A1:2008– si integra con altri Standard come la EN ISO 12100 sulla Valutazione dei Rischi e la EN ISO 13857 sulle distanze di sicurezza. Insieme, definiscono una strategia iterativa in più fasi per determinare gli spazi minimi di sicurezza per operatori nelle aree industriali.

  • Diagramma di flusso EN ISO 13854 che mostra la strategia iterativa per la prevenzione dei rischi di schiacciamento nelle macchine.

1. Identificazione dei Pericoli di Schiacciamento

La EN ISO 13854 inquadra come “zona di schiacciamento” un’area in cui il corpo umano o parti di esso sono esposte a rischi generati da due parti mobili che si muovono l’una verso l’altra o da una parte mobile che si muove verso una parte fissa.

In base a questa definizione, i progettisti e costruttori di macchinari sono tenuti a identificare preventivamente quali parti di impianto, in fase di Valutazione dei Rischi, rappresentano zone con pericolo di schiacciamento.

Operando nel settore, alcuni di questi esempi potrebbero suonarvi familiari:

  • Presse e Stampatrici: il punto di convergenza tra stampo e matrice, considerando sia il movimento verticale che la pressione applicata
  • Nastri Trasportatori: i punti di trasferimento dove i rulli di rinvio o i punti di giunzione possono generare schiacciamento
  • Sistemi Robotizzati: gli spazi di movimento degli assi, comprese le zone di potenziale interferenza tra parti mobili e strutture circostanti
  • Impianti di Packaging: i meccanismi di chiusura, sigillatura e movimentazione dove componenti multiple interagiscono simultaneamente
  • Macchine Utensili: i punti di intersezione tra utensili in movimento e componenti fissi, inclusi i sistemi di cambio utensile

Ovviamente, ciascuna di queste casistiche merita considerazioni uniche e dev’essere analizzata in base alle specifiche caratteristiche della macchina, come la velocità dei componenti mobili, le forze in gioco e la frequenza di accesso dell’operatore.

  • Linea di produzione automatizzata con robot industriali antropomorfi impegnati in operazioni di assemblaggio e saldatura all’interno di un impianto industriale.

2. Valutazione dei Rischi Associati

Un errore comune in fase di Valutazione dei Rischi è di considerare solo le zone con pericoli da schiacciamento prima di determinare gli spazi minimi di sicurezza.

Il processo descritto nella EN ISO 12100 impone infatti di considerare una serie di fattori aggiuntivi talvolta poco conosciuti, quali:

  • Valutazione Multi-parte: se è prevedibile che il rischio di schiacciamento possa coinvolgere diverse parti del corpo, si deve applicare lo spazio minimo relativo alla parte più grande tra queste
  • Comportamenti imprevedibili degli operatori e loro dimensioni del corpo
  • Indumenti di Protezione spessi o ingombranti (ad esempio i Dispositivi di Protezione Individuale per saldatura o per temperature estreme) e utensili necessari alle lavorazioni
  • Calzature antinfortunistiche che aumentano la dimensione effettiva del piede
  • Operatore industriale impegnato in un’operazione di saldatura manuale, con maschera protettiva e guanti di sicurezza, durante una lavorazione metallica.

3. Applicazione degli Spazi Minimi di Sicurezza

Una volta considerati questi aspetti, è possibile procedere a determinare gli spazi minimi necessari per proteggere le diverse parti del corpo. La Norma EN ISO 13854 fornisce valori precisi, calcolati in base a valori antropometrici di riferimento, che variano da pochi millimetri per le parti più piccole (come un dito) a diversi centimetri per quelle più grandi (il corpo di una persona).

Questi parametri devono essere presi in considerazione già in fase di progettazione delle macchine: modifiche strutturali successive per garantire gli spazi minimi richiesti possono risultare complesse e onerose.

  • Tabella EN ISO 13854 che riporta le distanze minime di sicurezza in mm per corpo, testa, gamba, piede, dita del piede, braccio, mano e dita, con schemi illustrativi delle possibili zone di schiacciamento. Tabella EN ISO 13854 che riporta le distanze minime di sicurezza in mm per corpo, testa, gamba, piede, dita del piede, braccio, mano e dita, con schemi illustrativi delle possibili zone di schiacciamento.
  • Schema delle distanze di sicurezza contro lo schiacciamento con indicazione delle misure A, B, C e D.

4. Utilizzo delle strutture di Protezione

Qualora non sia possibile, per ragioni tecniche o progettuali, rispettare i valori indicati dalla Norma 13854, si applica la Norma EN ISO 12100. Questa richiede l’adozione di «ulteriori o altre misure e/o mezzi aggiuntivi», tra cui le Protezioni Perimetrali, o Ripari Industriali.

L'efficacia dei Ripari dipende da quattro parametri fondamentali:

• Lo spazio a tra la parte fissa e la parte in movimento
• La profondità b della zona di schiacciamento
• Le dimensioni c dell'apertura nella struttura di protezione
• La distanza d tra il riparo e la zona di schiacciamento

In questo caso, le distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose vengono determinate secondo la Norma EN ISO 13857.

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Quando non si possono applicare gli spazi minimi prescritti dalla EN ISO 13854 è necessario installare Protezioni Perimetrali che, una volta posizionate alle distanze di sicurezza previste dalla EN ISO 13857, assicurino la conformità alle Normative di Sicurezza.

Il necessario posizionamento dei Ripari Industriali non è una condizione sufficiente per garantire una protezione efficace dei macchinari: secondo la Norma EN ISO 14120 le Barriere devono, ad esempio, permettere la visibilità delle zone protette, resistere agli urti accidentali e prevenire gli arrampicamenti.

 

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EN ISO 13854 – Domande più frequenti

1. Aspetti Normativi

Quando è obbligatorio applicare la EN ISO 13854?

La Norma si applica quando, a seguito della Valutazione del Rischio, sono state individuate parti mobili in grado di creare zone di schiacciamento, ovvero aree in cui il corpo umano o sue parti possono essere esposte a rischi generati da:

Due parti mobili che si muovono l'una verso l'altra
Una parte mobile che si muove verso una parte fissa

Come si integra la EN ISO 13854 con le altre Norme di sicurezza?

La EN ISO 13854 è una Norma di tipo B1 che si integra con la EN ISO 12100 sulla Valutazione dei Rischi e la EN ISO 13857 sulle distanze di sicurezza. Insieme, queste Norme definiscono una strategia iterativa di sicurezza per la protezione degli operatori.

Quali sono le differenze tra la EN ISO 13854 e la EN ISO 13857?

La EN ISO 13854 e la EN ISO 13857 hanno scopi diversi ma complementari:
• La prima definisce gli spazi minimi necessari per evitare lo schiacciamento di parti del corpo tra parti in movimento della macchina. Si applica quando si progetta la macchina stessa e i suoi componenti mobili.
• La seconda stabilisce le distanze di sicurezza da rispettare quando si installano le Barriere Industriali (Protezioni Perimetrali o Ripari) per impedire il raggiungimento di zone pericolose.

2. Applicazioni Pratiche

Come si applica la EN ISO 13854 quando il rischio di schiacciamento coinvolge più parti del corpo?

In questo caso, si deve applicare lo spazio minimo relativo alla parte del corpo più grande tra quelle potenzialmente esposte al rischio. Ad esempio, se una zona potrebbe coinvolgere sia la mano che il braccio, si dovrà considerare lo spazio minimo previsto per il braccio.

Come influiscono i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sugli spazi minimi di sicurezza secondo la Norma EN ISO 13854?

La Norma EN ISO 13854 richiede di considerare il possibile utilizzo di indumenti di protezione spessi o ingombranti e calzature antinfortunistiche, che aumenterebbero le dimensioni effettive delle parti del corpo esposte al pericolo. Questo aspetto va valutato attentamente nella determinazione degli spazi minimi di Sicurezza.

Come gestisco la sicurezza delle macchine industriali quando i Dispositivi di Protezione Individuale obbligatori riducono gli spazi di accesso sotto i valori minimi previsti dalle norme tecniche?

Quando i DPI (ad esempio guanti spessi o calzature antinfortunistiche) riducono gli spazi di accesso sotto i minimi di sicurezza previsti dalle norme tecniche, è necessario documentare questa criticità nel fascicolo tecnico e implementare Protezioni alternative.

Quali parametri di sicurezza devono essere valutati nell’installazione di Protezioni Perimetrali per prevenire l'accesso a zone pericolose di macchinari industriali?

L'installazione di Protezioni Perimetrali intorno a macchinari industriali richiede un'attenta valutazione di quattro parametri fondamentali: lo spazio tra parti fisse e mobili della macchina, la profondità della zona pericolosa, le dimensioni delle aperture nelle protezioni (come reti o griglie) e la distanza tra la protezione e la zona di pericolo.
Per determinare le corrette distanze di sicurezza in relazione alle aperture nelle Protezioni Perimetrali, è necessario fare riferimento alla Norma EN ISO 13857.

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Quando gli spazi minimi di sicurezza non sono applicabili, le Protezioni Perimetrali sono necessarie per prevenire gli schiacciamenti. Nel Catalogo Satech troverete tutto quello che serve per la sicurezza delle vostre aree produttive.

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