Centralità dell'individuo, Sostenibilità e Resilienza. Questi i temi caldi individuati dall'Unione Europea per lo sviluppo dell'Industry 5.0, nuova frontiera dell’evoluzione tecnologica che mette in primo piano il benessere dell'individuo, della società e del Pianeta. Ma cosa distingue questa nuova fase dalla precedente Industry 4.0?
Il Piano Transizione 5.0 in Italia
Il Piano Transizione 5.0, approvato Decreto Legge 19/2024, rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane di qualsiasi dimensione. L’obiettivo è promuovere la digitalizzazione e la sostenibilità, con un investimento previsto di 13 miliardi di euro. Le aziende potranno beneficiare di un credito d’imposta incrementato per investimenti che riguardano:
- Il miglioramento dell’efficienza energetica attraverso l’acquisto di nuovi beni strumentali progettati per ottimizzare i processi produttivi e ridurre il consumo di energia
- L’adozione di tecnologie innovative (robotica, Intelligenza Artificiale, gestionali ed ERP avanzati)
- L’adozione di pratiche eco-sostenibili che riducano l’impatto ambientale dell’attività.
Questo piano è caratterizzato da una serie di requisiti che devono essere soddisfatti per accedere agli incentivi. Ad esempio, sarà necessario ottenere una certificazione EX ANTE, che attesti che il progetto rispetta i criteri di ammissibilità relativi alla riduzione del consumo totale di energia, e una certificazione EX POST, che confermi l’effettiva realizzazione conforme alle disposizioni stabilite.
Rimangono ancora da definire alcuni dettagli tecnici che verranno chiariti con i decreti attuativi di imminente approvazione. Potete consultare le risorse ufficiali disponibili sul sito del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Quali sono i Requisiti d’Accesso?
Gli investimenti devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2025 e devono riguardare beni strumentali nuovi acquistati da fornitori italiani. Il tetto massimo agevolabile per ciascun investimento è di 50 milioni di euro.
Qual è la Procedura per beneficiare delle agevolazioni del Piano di Transizione Industry 5.0?
Per accedere al Piano, è necessario seguire i seguenti passaggi:
1. L’azienda presenta online l’apposita documentazione utilizzando un modello standardizzato fornito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici s.p.a). La documentazione comprende descrizione e costo del progetto di investimento e la certificazione, rilasciata da un valutatore indipendente, che attesta che il progetto rispetta i criteri di ammissibilità relativi alla riduzione del consumo totale di energia (certificazione EX ANTE).
2. Il GSE verifica la documentazione e invia mensilmente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l'elenco delle imprese ammesse e l'importo del credito prenotato, assicurando che l’importo complessivo dei progetti ammessi a prenotazione non ecceda il limite di spesa.
3. L’azienda invia periodicamente al GSE aggiornamenti sull’avanzamento dell'investimento, come definito dal Decreto.
4. In base a tali comunicazioni viene determinato l’importo del credito d’imposta utilizzabile, nel limite massimo di quello prenotato. Qualora confermato dai decreti attuativi, le imprese potrebbero beneficiare di un’aliquota massima del 40%, con la possibilità di ulteriori aliquote minori che porterebbero il totale fino al 45%.
5. L’impresa comunica il completamento dell’investimento, corredato dalla certificazione che attesta l’effettiva realizzazione conforme alle disposizioni stabilite (certificazione EX-POST).
Quali sono le attività escluse dai benefici del Piano di Transizione Industry 5.0?
Il comma 6 dell'Art.38 del Decreto specifica alcune attività escluse dai benefici, poiché possono causare danni ambientali rilevanti, andando contro i principi fondamentali dell'intervento:
a) attività legate direttamente ai combustibili fossili;
b) attività nel contesto del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che producano emissioni di gas serra superiori ai parametri di riferimento pertinenti;
c) attività relative a discariche, inceneritori e impianti di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti;
d) attività che nel loro processo produttivo generano grandi quantità di sostanze inquinanti, classificate come rifiuti speciali pericolosi secondo il regolamento (UE) 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014, il cui smaltimento a lungo termine potrebbe danneggiare l'ambiente.






