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NORMATIVE ISO
UNI EN ISO 10218-2

Robot e attrezzature per robot
Requisiti di sicurezza per robot industriali Parte 2: Sistemi ed integrazione di robot.

Questa normativa di livello C è stata appositamente introdotta per i particolari pericoli che derivano dalla integrazione di robot industriali nelle line produttive ed identifica una serie di requisiti minimi di sicurezza che devono essere intrapresi da qualsiasi parte coinvolta (produttore, fornitore, integratore ed utilizzatore) al fine di garantire un ambiente di lavoro sicuro.

Per quanto riguarda le protezioni perimetrali, la norma richiama immediatamente il fatto che queste costituiscono ex 14120 delle semplici “barriere distanziatrici” che hanno il solo scopo di ridurre od impedire l’accesso alla zona pericolosa e che quindi non possono essere considerate idonee a limitare il movimento del robot (movimento che include manipolatore e pezzo lavorato). Qualora la protezione perimetrale debba arrestare tale movimento dovrà essere progettata in maniera idonea in base agli specifici requisiti identificati dall’analisi rischi per resistere alle forze in gioco.

Per quanto riguarda l’altezza delle protezioni viene richiamata la classica tabella della normativa EN ISO 13857 – Sicurezza del macchinario – Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori, con la sola indicazione che le protezioni perimetrali non possano avere un’altezza inferiore ai 1400 mm dalla superficie calpestabile adiacente (punto 5.10.4.2)

Più complessa può sembrare l’identificazione della distanza alla quale apporre le protezioni perimetrali, a causa dei diversi spazi che vengono identificati dalla normativa, ma resta il richiamo alle norme classiche di riferimento, come la EN ISO 13857 e la EN 349-ISO 13854, inerenti alle distanze per evitare lo schiacciamento di parti del corpo umano.

UNI EN ISO 10218-2
Nell’immagine principale sono evidenziati gli spazi tridimensionali considerati dalla normativa:

UNI_EN_ISO_10218-2AREA GRIGIA: “maximum space” che comprende tutta l’area che può essere raggiunta dal robot incluso il proprio manipolatore ed il pezzo lavorato.
AREA GIALLA: “restricted space” spazio ben definito da tutti gli strumenti di limitazione di movimento del robot che normalmente coincide e comunque contiene “l’operating space” che identifica l’area di lavoro in base al programma di lavoro del robot.
AREA VERDE: “safeguard space” lo spazio definito dal perimetro di sicurezza in base alle normative evidenziate; questo può anche coincidere con il “restricted space” ma mai esserne inferiore.

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